Notifiche push: richiamare i discenti senza stancarli

Un'app mobile e notifiche push ben dosate aiutano i discenti a tornare. Quando inviarle, quante, che cosa scrivere e che cosa evitare.

Sono le 18:40. Marco, agente di commercio sempre in giro, è iscritto a un percorso di otto settimane. Non apre il computer da martedì. Il telefono vibra: «Il quiz della sequenza 3 vi aspetta, 4 minuti.» È sul treno del ritorno. Lo apre, lo completa e passa al modulo successivo. Niente di spettacolare, ed è proprio questo che fa avanzare una formazione.

Perché il mobile cambia il ritmo di un percorso

Una formazione online raramente si segue d'un fiato. Si segue a pezzi, nei vuoti della giornata: un tragitto, una pausa, una sala d'attesa. Il telefono è lo strumento più vicino a questi momenti.

L'app mobile di Kognisia permette di seguire il proprio percorso dal telefono e di ricevere notifiche push. Il percorso resta lo stesso del computer; cambia l'accesso, che diventa più leggero. Un discente che deve «mettersi a lavorare» rimanda. Un discente che può finire un quiz aspettando il caffè avanza.

Il nostro parere: i moduli brevi contano più dell'app stessa. Se le vostre sequenze durano quaranta minuti, nessuna notifica le renderà facili da seguire su un autobus. Prima si divide, poi si richiama. Ne parliamo in Lanciare la prima formazione online.

Chiedere l'autorizzazione al momento giusto

Sui telefoni recenti la notifica resta disattivata finché la persona non l'accetta. La documentazione Android per sviluppatori raccomanda di lasciare che l'utente esplori l'app prima di porgli la domanda, e di spiegare l'utilità delle notifiche prima che compaia la finestra del sistema. Ricorda anche che ciascuno può revocare questa autorizzazione in qualsiasi momento.

Traducete tutto questo in una consegna per i vostri formatori: il primo giorno, dite a che cosa serviranno le notifiche. «Riceverete un messaggio quando si apre una sequenza o quando un compito sta per scadere. Nient'altro.» Una promessa chiara e mantenuta evita la disattivazione.

Quanti messaggi e in quale momento

La frequenza giusta dipende dalla durata del percorso, ma una regola regge quasi sempre: un messaggio deve rispondere a un evento, non a un calendario. «È martedì, facciamo un richiamo» non dice nulla a nessuno. «Il vostro compito va consegnato domani» dice qualcosa.

EventoMessaggio utileMomento consigliato
Si apre una sequenzaChe cosa inizia, durata stimataLa mattina del giorno di apertura
Un compito si avvicina alla scadenzaTermine, pulsante per aprirloIl giorno prima, a fine giornata
Nessuna attività da una settimanaUn solo passo successivo, breveNella fascia indicata dalla persona
Si ottiene un badgeCongratulazioni, prossima tappaSubito dopo

Per l'orario, chiedetelo. Una domanda a inizio percorso («Quando preferite avanzare: tragitto, pausa pranzo, sera?») dà una risposta che né voi né noi possiamo indovinare al posto vostro. Un operaio a turni, una madre che riprende gli studi e uno studente non hanno la stessa giornata.

Scrivere un messaggio che si abbia voglia di aprire

Un buon messaggio sta in due frasi. Nomina il passo successivo, ne indica la durata e lascia decidere alla persona.

  • Preciso: «Quiz della sequenza 3, 4 minuti» invece di «Riprendete la vostra formazione».
  • Breve: il testo deve leggersi a colpo d'occhio sulla schermata di blocco.
  • Senza rimproveri: «Non studiate da otto giorni» fa scappare. «Mancano due moduli al vostro badge» offre una meta.
  • Senza dati sensibili: un voto o il nome di un'azienda non hanno posto su una schermata bloccata che altri possono vedere.

Che cosa evitare

La documentazione Android segnala la trappola: sommergere le persone di notifiche multiple o ridondanti. Meglio aggiornare un messaggio esistente che inviarne uno nuovo. Il sistema Android, del resto, raggruppa da solo le notifiche della stessa app quando si accumulano: il vostro messaggio si perde nella pila.

Alcuni errori tornano spesso:

  • inviare lo stesso promemoria a tutto il gruppo, anche a chi ha già finito;
  • fare un richiamo alle 22 perché lo strumento lo consente;
  • sostituire il contatto umano con un avviso automatico, quando un abbandono richiede a volte un vero messaggio del formatore;
  • non guardare mai chi ha disattivato le notifiche.

Collegare le notifiche al monitoraggio

Le notifiche non sostituiscono il cruscotto. Lavorano con esso. Quando una persona molla, l'avviso di abbandono vi segnala il caso, voi decidete chi scrive che cosa e il messaggio parte sul telefono. Per ogni caso siete voi a scegliere tra automatico e relazione diretta. Il dettaglio del monitoraggio è nella pagina monitoraggio dei progressi, e l'elenco delle funzioni nella pagina funzionalità.

Domande frequenti

Bisogna obbligare i discenti ad attivare le notifiche?

No, e non potete: l'autorizzazione appartiene alla persona. Spiegate che cosa riceverà, mantenete la parola e prevedete un altro canale per chi rifiuta, come un messaggio del formatore.

Quante notifiche a settimana sono ragionevoli?

Non esiste un numero magico. Partite dagli eventi utili del percorso (apertura, scadenza, abbandono) e contate: se un discente ne riceve più di una al giorno, probabilmente siete troppo in alto.

Le notifiche possono provare che una formazione è stata seguita?

No. Provano un invio. Lo svolgimento si dimostra con i progressi, i lavori consegnati e le valutazioni sostenute.

L'app mobile basta, senza computer?

Per avanzare in un percorso, spesso sì. Per un compito lungo o un caso di studio da redigere, molti preferiscono uno schermo grande. Prevedete entrambi.

In sintesi

Un'app mobile rende l'apprendimento più leggero, e le notifiche aprono la porta se restano rare, precise e attese. Fissate le regole prima di lanciare il percorso: quali eventi, quale frequenza, quale stile di messaggio. Poi guardate chi molla e scrivetegli voi stessi.

Fonti

Il team Kognisia
Kognisia progetta una piattaforma di apprendimento in SaaS, con catalogo di formazioni e white label opzionale.

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