Qualiopi a 33 indicatori: che cosa cambia il 1° novembre

Il referenziale Qualiopi passa da 32 a 33 indicatori il 1° novembre 2026. Che cosa è confermato, che cosa resta da fissare e che cosa preparare subito.

Siete responsabile qualità di un ente o di un CFA. Il vostro prossimo audit cade a dicembre e una domanda gira: bisogna rifare tutto? Tranquilli: la maggior parte delle vostre prove resta valida. Ma alcuni punti richiedono uno sguardo vero prima della data, e altri non sono ancora stati decisi.

Che cosa è confermato

Il decreto francese n. 2026-728 del 1° agosto 2026 modifica il referenziale nazionale qualità. Le due fonti che abbiamo consultato concordano sull'essenziale:

  • il referenziale conta 33 indicatori invece di 32 a partire dal 1° novembre 2026;
  • i sette criteri restano gli stessi;
  • fino al 31 ottobre 2026 incluso si applica il referenziale a 32 indicatori;
  • l'indicatore 33 è nuovo e riguarda solo i CFA.

Un audit condotto a partire dal 1° novembre si basa quindi sulla nuova versione.

Gli indicatori toccati

Le due fonti non stilano esattamente lo stesso elenco, ed è normale: il testo ufficiale è denso e ogni editore lo riassume a modo suo. Ecco i punti su cui concordano.

IndicatoreChe cosa cambia, secondo le fonti
1Informazione al pubblico: modalità pedagogiche e finanziamento
2Pubblicazione del metodo di calcolo dei tassi di risultato
12Prevenzione delle violenze e delle molestie (formulazione variabile a seconda delle fonti)
19Formazione a distanza: dimostrazione che i discenti hanno seguito l'azione
20Governance e controllo pedagogico dei CFA
27Subappalto: contratto scritto e ripartizione delle responsabilità
32Analisi dei rischi che gravano sulla qualità delle prestazioni
33CFA: valutazione dei contenuti da parte degli apprendisti

Una fonte aggiunge l'indicatore 7, l'altra gli indicatori 3, 14 e 15. Non li risolviamo qui: rileggete il testo del decreto prima di scartarli.

Il nuovo indicatore 33: che cosa richiede

Riguarda i CFA. Il dispositivo di valutazione dei contenuti da parte degli apprendisti deve essere distinto dall'abituale indagine di soddisfazione. Secondo una delle fonti, i risultati devono essere condivisi anche con i team pedagogici.

Concretamente, la domanda cambia. Invece di «vi è piaciuta la formazione?», si chiede: «questo modulo vi ha insegnato ciò che annunciava?».

L'indicatore 19: la prova che il discente ha seguito

È il punto che tocca tutti gli enti che propongono e-learning. Dovete poter mostrare che la persona ha effettivamente seguito l'azione, non solo che le è stato aperto un accesso.

Il decreto francese del 2014 sulla formazione a distanza dà già tre elementi: lavori consegnati, dati di monitoraggio e di assistenza, valutazioni specifiche. Il nostro articolo sulla prova della frequenza li passa in rassegna, e quello sulle prove da conservare offre la checklist.

Le fonti parlano anche di un referente pedagogico richiesto oltre un certo numero di docenti. Questa soglia non è definita a oggi.

Che cosa non è ancora fissato

  • La soglia del referente pedagogico (indicatore 19): non definita.
  • La soglia di docenti permanenti nei CFA (indicatore 20): deve venire da un decreto ministeriale, non pubblicato fino alle ultime notizie.
  • La guida alla lettura: è annunciata una nuova versione, che dovrà precisare le prove attese.
  • La sorte esatta degli audit già pianificati: le fonti non la trattano tutte allo stesso modo. Chiedete al vostro organismo certificatore su quale versione vi verificherà.

Che fare questa settimana

  1. Elencate le vostre azioni che comportano e-learning e verificate che cosa conservate per ciascuna.
  2. Se siete un CFA, decidete come e quando gli apprendisti valuteranno i contenuti.
  3. Rileggete i vostri contratti di subappalto.
  4. Interrogate il vostro organismo certificatore sulla versione applicata al vostro audit.

Kognisia, compatibile con l'approccio Qualiopi, produce le tracce di monitoraggio, di risultati e di lavori consegnati: vedere la pagina Qualiopi. La certificazione resta quella del vostro ente.

E fuori dalla Francia?

Qualiopi, i suoi 33 indicatori e lo status di CFA sono propri della Francia. L'Unione europea non ha una certificazione qualità comune degli enti di formazione: ogni paese ha il proprio meccanismo, in genere più ristretto.

Se operate in Italia, ecco che cosa cambia per voi: gli indicatori di questo articolo non si applicano. Per la formazione salute e sicurezza, il riferimento più vicino è l'accreditamento regionale degli enti, e i requisiti sull'e-learning sono fissati a parte dall'Accordo Stato-Regioni.

PaeseEquivalente o regolaRiferimentoDa ricordare
ItaliaAccreditamento regionale degli enti di formazione salute e sicurezza, secondo il modello di ciascuna Regione o Provincia autonoma; per i corsi dell'Accordo, almeno tre anni di esperienza documentata, con deroga per i corsi di lavoratori, preposti e dirigenti per i quali basta l'accreditamento regionaleIntesa del 20 marzo 2008; Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, parte I, punto 1.2; FAQ del Ministero del Lavoro del 27 marzo 2026, domanda n. 1Vale solo nella Regione che l'ha rilasciato: un ente attivo in più Regioni deve essere accreditato in ciascuna. Le attestazioni rilasciate sono valide su tutto il territorio nazionale. È l'equivalente più vicino a un marchio qualità, ma è regionale e specifico della formazione salute e sicurezza.
Unione europeaNessun equivalente: nessuna certificazione qualità unica degli enti di formazioneNessun testo comuneQualiopi non è richiesta «in Europa»: vedere la regola del paese interessato
GermaniaAZAV: approvazione dell'ente e della misura da parte di un organismo certificatore accreditato, per le formazioni finanziate dalla Bundesagentur für Arbeit§§ da 176 a 181 SGB III; §§ da 2 a 5 AZAVEquivalente funzionale, non identico. Richiede un sistema qualità con indagini presso i partecipanti. Approvazione della misura limitata in linea di principio a tre anni (fino a cinque). Nessuna approvazione per le formazioni interne d'impresa
SpagnaRegistro degli enti di formazione: accreditamento (certificati di professionalità) o dichiarazione responsabile (altre specialità)Orden TMS/369/2019Riguarda solo la formazione per l'impiego del catalogo pubblico. Un'impresa che forma i propri dipendenti non deve iscriversi, salvo che ne affidi l'organizzazione a un terzo
Regno Unito (Inghilterra)Nessun marchio unico: Ofsted ispeziona gli enti di apprendistato, Ofqual supervisiona le qualifichePagine gov.uk dei regolatori; regole di finanziamento dell'apprendistatoGoverno dell'apprendistato passato al DWP il 1° aprile 2026. Dal 1° agosto 2026, cofinanziamento del datore di lavoro del 25 % per i nuovi apprendisti di 25 anni e oltre

Queste regole cambiano, a volte nel giro di pochi mesi: fate validare il quadro applicabile alla vostra situazione da una consulenza locale prima di agire.

Domande frequenti

La mia certificazione attuale è rimessa in discussione?

Le fonti consultate indicano che la certificazione acquisita non è rimessa in discussione. Sono le prove legate agli indicatori modificati che vanno riesaminate prima dell'audit. Una delle due fonti precisa che questo punto sarà confermato in seguito.

L'indicatore 33 riguarda un ente di formazione fuori dall'apprendistato?

No, riguarda i CFA. Gli altri indicatori modificati, invece, riguardano tutti gli enti.

Bisogna rifare tutto il proprio fascicolo qualità?

No. Riprendete gli indicatori elencati sopra, verificate le vostre prove una per una e colmate le lacune. Il resto del fascicolo non cambia.

Che cosa si rischia in caso di scostamento?

Secondo una delle fonti, uno scostamento dà luogo a una non conformità con un termine per rimediare, fissato dall'organismo di certificazione. Una non conformità minore lasciata senza seguito può essere riqualificata.

In sintesi

Il 1° novembre 2026 Qualiopi conta 33 indicatori: uno nuovo per i CFA e una precisazione importante sull'e-learning. Le soglie e la guida alla lettura non sono ancora note, quindi tenete un margine. Prossimo passo: scegliete un'azione online e verificate di poter provare, per ogni discente, che cosa ha realmente seguito.

Fonti

Il team Kognisia
Kognisia progetta una piattaforma di apprendimento in SaaS, con catalogo di formazioni e white label opzionale.

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